
Area di competenza
Lavoro
Licenziamenti, dimissioni, retribuzioni non corrisposte e contestazioni disciplinari: situazioni in cui i termini decorrono subito e le decisioni dei primi giorni pesano sul risultato finale.

Guida · 9 min
LAVORO PRIMA DELL’ASSUNZIONE: QUANDO LE TESTIMONIANZE NON BASTANO
La sentenza del Tribunale di Roma n. 513/2026 offre lo spunto per approfondire un tema frequente nel contenzioso di lavoro: come si prova l’attività svolta prima dell’assunzione formale e quale valore hanno testimonianze generiche o contraddittorie.
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Qui trovi gli articoli già pubblicati sul tema, compresi commenti a sentenze e casi concreti. Ogni scheda mantiene il proprio URL e la propria copertina.
6 settembre 2026MESSAGGI WHATSAPP PRIVATI E LICENZIAMENTO DISCIPLINARE: CASSAZIONE N. 7982/2026
L’ordinanza n. 7982/2026 della Corte di Cassazione, depositata il 31 marzo 2026, affronta uno dei temi più delicati del rapporto tra comunicazioni digitali private e responsabilità disciplinare del lavoratore. La vicenda riguarda una direttrice di un ufficio di una società operante nei servizi postali, licenziata dopo la diffusione di un messaggio vocale…
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6 settembre 2026LAVORO SUBORDINATO, INTERPOSIZIONE E SANZIONI CONTRIBUTIVE: QUANDO LA RIQUALIFICAZIONE NON BASTA. CASSAZIONE N. 22036/2026
L’ordinanza n. 22036/2026 della Corte di Cassazione, depositata il 27 giugno 2026, affronta una controversia complessa in materia di contribuzione previdenziale, riqualificazione di rapporti di lavoro e sanzioni connesse a situazioni di interposizione. Il caso consente alla Suprema Corte di ribadire diversi principi importanti: la natura subordinata del r…
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5 settembre 2026APPALTI E CCNL: LA CLAUSOLA CONTRATTUALE VA INTERPRETATA ALLA LUCE DELLO SCOPO CONCRETO. CASSAZIONE N. 11270/2026
La sentenza n. 11270/2026 della Corte di Cassazione, depositata il 27 aprile 2026, affronta il problema dell’interpretazione delle clausole contrattuali inserite in un appalto di servizi quando tali clausole incidono sul trattamento economico e normativo dei lavoratori impiegati nell’esecuzione. La controversia riguardava un gruppo di dipendenti di una co…
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5 settembre 2026LICENZIAMENTO INTIMATO DALL’ORGANO INCOMPETENTE E RATIFICA: CASSAZIONE N. 5458/2026
L’ordinanza n. 5458/2026 della Corte di Cassazione, depositata l’11 marzo 2026, affronta una questione molto concreta per enti, associazioni e società: cosa accade quando il licenziamento viene intimato da un organo interno che non dispone, secondo lo statuto, della specifica competenza a licenziare il personale. La Suprema Corte chiarisce che, nell’ambit…
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5 settembre 2026LICENZIAMENTO E MESSAGGI PRIVATI: RISERVATEZZA, LEALTÀ E DANNO ALL’IMMAGINE. CASSAZIONE N. 7982/2026
Con l’ordinanza n. 7982 del 31 marzo 2026 la Corte di Cassazione affronta il delicato rapporto tra messaggistica privata, obblighi del lavoratore e responsabilità disciplinare. La decisione muove da una comunicazione originariamente inviata in un gruppo ristretto, il cui contenuto era poi divenuto accessibile al pubblico attraverso la pubblicazione su una…
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5 settembre 2026LICENZIAMENTO DISCIPLINARE E ATTI DEL PROCEDIMENTO PENALE: CASSAZIONE N. 5501/2026
L’ordinanza n. 5501/2026 della Corte di Cassazione, depositata l’11 marzo 2026, affronta un tema rilevante nei rapporti tra procedimento disciplinare, processo del lavoro e procedimento penale: fino a che punto il datore di lavoro può chiedere al giudice civile di acquisire documenti investigativi che non ha prodotto direttamente. La vicenda riguarda il l…
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5 settembre 2026LAVORO SUBORDINATO: L’ORARIO NON BASTA, SERVE L’ETERODIREZIONE. CASSAZIONE N. 12085/2026
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12085 del 30 aprile 2026, ribadisce un principio centrale per distinguere il lavoro subordinato dal lavoro autonomo: il dato decisivo non è l’osservanza di un orario, né la continuità della prestazione considerata isolatamente, ma il concreto assoggettamento del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e dis…
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5 settembre 2026CONTRATTI A TERMINE REITERATI E ABUSO: LA MANCANZA DI FORMA SCRITTA NON ESCLUDE IL RISARCIMENTO. CASSAZIONE N. 6221/2026
La sentenza n. 6221/2026 della Corte di Cassazione, depositata il 17 marzo 2026, torna sul tema della reiterazione dei contratti a tempo determinato e chiarisce un punto di particolare importanza per i rapporti di lavoro caratterizzati da una successione prolungata di incarichi temporanei. La pronuncia riguarda una vicenda maturata nel settore forestale p…
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5 settembre 2026CONTESTAZIONE DISCIPLINARE GENERICA E DENUNCIA DEL DIPENDENTE: CASSAZIONE N. 238/2026
L’ordinanza n. 238/2026 della Corte di Cassazione, depositata il 5 gennaio 2026, affronta due profili centrali nel procedimento disciplinare del pubblico impiego: il grado di specificità richiesto alla contestazione e i limiti entro cui la presentazione di una denuncia o querela da parte del dipendente può assumere rilievo disciplinare. La vicenda riguard…
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4 settembre 2026CESSIONE DEL QUINTO, TFR E NULLITÀ DEL CONTRATTO: CASSAZIONE N. 18711/2026
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 18711 del 9 giugno 2026, affronta una controversia che intreccia diritto del lavoro, finanziamenti con cessione del quinto e disciplina civilistica della cessione dei crediti. La decisione è particolarmente interessante perché chiarisce tre profili distinti: la violazione delle regole sul comportamento degli oper…
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4 settembre 2026LICENZIAMENTO PER APPROPRIAZIONE DI BENI AZIENDALI: QUANDO L’ONERE DELLA PROVA SI SPOSTA SUL LAVORATORE. CASSAZIONE N. 7712/2026
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 7712 del 30 marzo 2026, affronta un tema ricorrente nei licenziamenti disciplinari: come si distribuisce l’onere della prova quando il datore di lavoro contesta al dipendente l’appropriazione di un bene aziendale e il lavoratore ammette di averlo materialmente prelevato, ma sostiene che la successiva scomparsa di…
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4 settembre 2026APPROPRIAZIONE DI BENI AZIENDALI E ONERE DELLA PROVA NEL LICENZIAMENTO: CASSAZIONE N. 7712/2026
L’ordinanza n. 7712/2026 della Corte di Cassazione, depositata il 30 marzo 2026, affronta un licenziamento per giusta causa fondato sull’appropriazione di un bene aziendale e offre indicazioni importanti sul riparto dell’onere della prova quando alcuni fatti essenziali risultano ammessi dal lavoratore. La controversia nasce dal prelievo di un farmaco da p…
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4 settembre 2026AMMINISTRATORE E LAVORATORE SUBORDINATO NELLA STESSA SOCIETÀ: QUANDO IL RAPPORTO È DAVVERO COMPATIBILE. CASSAZIONE N. 6641/2026
Con la sentenza n. 6641 del 20 marzo 2026 la Corte di Cassazione affronta una questione ricorrente nella vita societaria: una persona che ricopre la carica di amministratore può essere contemporaneamente anche lavoratore subordinato della stessa società? La risposta è positiva in linea di principio, ma soltanto quando siano provati elementi concreti che d…
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4 settembre 2026ACCESSI ABUSIVI AI SISTEMI AZIENDALI E LICENZIAMENTO: CASSAZIONE N. 3264/2026
L’ordinanza n. 3264/2026 della Corte di Cassazione, depositata il 13 febbraio 2026, affronta il licenziamento disciplinare di un dipendente di Agenzia delle Entrate-Riscossione accusato di avere effettuato numerosi accessi al sistema informatico aziendale senza ragioni d’ufficio. La vicenda, originata anche da un procedimento penale poi estinto per prescr…
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18 agosto 2026Lavoro “in nero” prima dell’assunzione: le testimonianze generiche non bastano
Chi sostiene di avere lavorato prima della formale assunzione deve provare sia l’esistenza del rapporto di fatto sia l’orario concretamente svolto. Testimonianze generiche, contraddittorie, de relato o incompatibili con i documenti non sono sufficienti; il giudice deve verificarne precisione, attendibilità e coerenza con gli altri elementi istruttori.
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18 agosto 2026Differenze retributive: è il datore a dover provare di aver pagato
Nel giudizio per differenze retributive il lavoratore deve provare la fonte del proprio diritto e allegare l’inadempimento; spetta invece al datore dimostrare il pagamento. In caso di condanna, il giudice deve riconoscere anche rivalutazione monetaria e interessi legali dalla maturazione dei singoli crediti fino al soddisfo.
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15 agosto 2026Messaggi WhatsApp e licenziamento disciplinare: quando una chat privata può avere conseguenze
Una conversazione WhatsApp conserva natura privata, ma ciò non significa che il suo contenuto sia sempre irrilevante nel rapporto di lavoro. In alcuni casi le dichiarazioni diffuse in chat possono assumere rilievo disciplinare.
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15 agosto 2026Dimissioni usate per aggirare la cessione d’azienda: quando possono essere inefficaci
Le dimissioni sono normalmente un atto del lavoratore, ma non possono essere utilizzate come strumento per aggirare norme imperative poste a tutela della continuità del rapporto in caso di trasferimento d’azienda.
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15 agosto 2026TFR e cessione d’azienda: il credito non entra nel fallimento del cedente se il rapporto continua
Quando un’azienda viene trasferita prima del fallimento del precedente datore, il lavoratore può chiedere di insinuare il TFR nel passivo? La risposta dipende da un punto decisivo: se il rapporto sia realmente cessato.
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15 agosto 2026Lavoro subordinato: rispettare un orario non basta, conta il potere direttivo del datore
Orari fissi, presenza continuativa e inserimento nell’organizzazione aziendale sono indizi importanti, ma non sempre bastano a trasformare una collaborazione in un rapporto di lavoro subordinato.
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15 agosto 2026Cessione del quinto e TFR: il credito del lavoratore può essere ceduto
Nei finanziamenti con cessione del quinto può entrare in gioco anche il TFR. La questione diventa delicata quando il rapporto di lavoro termina e la finanziaria pretende di soddisfarsi sul trattamento maturato.
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15 agosto 2026Fondo di garanzia INPS e TFR: quando la cessione d’azienda impedisce il pagamento
Il Fondo di garanzia INPS tutela i lavoratori quando il datore insolvente non paga TFR e ultime retribuzioni. Tuttavia, la prosecuzione del rapporto con un cessionario d’azienda può cambiare radicalmente i presupposti per l’intervento del Fondo.
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15 agosto 2026Licenziamento e aliunde perceptum: chi deve provare i redditi guadagnati dopo il recesso
Dopo un licenziamento illegittimo, il risarcimento dovuto al lavoratore può essere ridotto per ciò che egli abbia guadagnato altrove. Ma chi deve dimostrare l’esistenza di questi redditi alternativi?
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15 agosto 2026TFR dell’ex coniuge: quando spetta una quota dopo il divorzio
Il trattamento di fine rapporto maturato durante il matrimonio può avere conseguenze economiche anche dopo il divorzio. La legge riconosce, in presenza di precisi requisiti, una quota all’ex coniuge titolare dell’assegno divorzile: per questo la cronologia del rapporto di lavoro e del matrimonio è decisiva.
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15 agosto 2026Licenziamento disciplinare senza contestazione preventiva: perché può essere illegittimo
Anche quando il datore ritiene molto grave il comportamento di un dipendente, il licenziamento disciplinare non può prescindere dalle garanzie procedurali. La contestazione preventiva serve a mettere il lavoratore in condizione di conoscere l’addebito e difendersi prima che venga applicata la sanzione più grave.
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15 agosto 2026Licenziamento ritorsivo: quando può essere dichiarato nullo
Non ogni licenziamento ingiusto è anche ritorsivo. La ritorsione è una categoria più rigorosa: occorre dimostrare che il recesso sia stato utilizzato come reazione a una precedente condotta legittima del lavoratore e che proprio quella reazione costituisca la ragione determinante della decisione datoriale.
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14 agosto 2026Licenziamento: è il datore di lavoro che deve provare la giusta causa
Quando il lavoratore impugna un licenziamento, non è lui a dover dimostrare che la giusta causa non esiste. La distribuzione dell’onere della prova è uno dei cardini del processo del lavoro: spetta al datore dimostrare i fatti che giustificano il recesso e la loro effettiva gravità.
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14 agosto 2026Post su Facebook e licenziamento: quando i contenuti online possono avere conseguenze sul lavoro
Un post pubblicato fuori dall’orario di lavoro può comunque avere conseguenze sul rapporto professionale. Il confine tra libertà di espressione del dipendente e obblighi di correttezza verso il datore diventa particolarmente delicato sui social network, dove contenuti e commenti possono raggiungere rapidamente colleghi, clienti e pubblico.
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14 agosto 2026Differenze retributive e TFR: chi deve provare l’avvenuto pagamento
Una busta paga non dimostra sempre, da sola, che tutte le somme dovute siano state effettivamente corrisposte. Nelle cause per differenze retributive e TFR la domanda decisiva è spesso probatoria: una volta individuato il credito del lavoratore, chi deve dimostrare che quel credito è stato pagato?
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14 agosto 2026Autisti e orario "discontinuo": quando le 47 ore non reggono e lo straordinario va pagato
Nel trasporto merci l'orario allargato per mansioni discontinue vale solo se la discontinuità è reale. Il Tribunale riconosce lo straordinario oltre le 39 ore, dichiara illegittime le trattenute in busta paga e ammette le dimissioni per giusta causa.
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