Art. 590 c.c.

Conferma ed esecuzione volontaria di disposizioni testamentarie nulle

Libro Secondo — Delle successioniTitolo III — Delle successioni testamentarie

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Dispositivo — testo vigente

La nullità della disposizione testamentaria, da qualunque causa dipenda, non può essere fatta valere da chi, conoscendo la causa della nullità, ha, dopo la morte del testatore, confermato la disposizione o dato ad essa volontaria esecuzione.

Testo consultivo. Verificare sempre la versione vigente sulla fonte ufficiale.

Verificato il 14/09/2026

Fonte ufficiale Normattiva

Evoluzione normativa

Versioni e vicende della disposizione ricostruite su fonti ufficiali.

Testo vigente

La nullità della disposizione testamentaria, da qualunque causa dipenda, non può essere fatta valere da chi, conoscendo la causa della nullità, ha, dopo la morte del testatore, confermato la disposizione o dato ad essa volontaria esecuzione.

Fonte ufficiale

Commento

Commento all’art. 590 c.c.

UNICO COMMA — CONFERMA DELLA DISPOSIZIONE NULLA Chi conosce la causa di nullità e, dopo la morte del testatore, conferma la disposizione o le dà volontaria esecuzione non può successivamente far valere quella nullità. La regola non sana astrattamente l’atto, ma preclude l’azione al soggetto che abbia consapevolmente scelto di rispettare la volontà testamentaria.

Ratio

Tutela dell’affidamento derivante dalla consapevole esecuzione post mortem della volontà testamentaria nonostante una causa di nullità.

Questioni interpretative

Occorre distinguere la conferma ex art. 590 dalla sanatoria dell’atto e accertare conoscenza della nullità e volontarietà dell’esecuzione.

Disposizioni collegate

Artt. 587, 606, 607 e 679 c.c.

Giurisprudenza

Corte di Cassazione, Sez. II — Sentenza n. 11195del 23/05/2012Decisione chiave

L’art. 590 c.c. presuppone l’oggettiva esistenza di una disposizione testamentaria riconducibile alla volontà del de cuius; non è suscettibile di conferma o esecuzione volontaria un testamento la cui sottoscrizione sia accertata come apocrifa.

La conferma della disposizione nulla non può supplire alla radicale inesistenza di una volontà testamentaria del de cuius.

consolidato

Corte Suprema di Cassazione - Rassegna civile 2012

Norme collegate

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