Art. 244 c.c.

Libro Primo — Delle persone e della famigliaTitolo VII — Dello stato di figlio

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Dispositivo — testo vigente

Termini dell'azione di disconoscimento L'azione di disconoscimento della paternità da parte della madre deve essere proposta nel termine di sei mesi dalla nascita del figlio ovvero dal giorno in cui è venuta a conoscenza dell'impotenza di generare del marito al tempo del concepimento.

Il marito può disconoscere il figlio nel termine di un anno che decorre dal giorno della nascita quando egli si trovava al tempo di questa nel luogo in cui è nato il figlio; se prova di aver ignorato la propria impotenza di generare ovvero l'adulterio della moglie al tempo del concepimento, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto conoscenza.

Se il marito non si trovava nel luogo in cui è nato il figlio il giorno della nascita il termine, di cui al secondo comma, decorre dal giorno del suo ritorno o dal giorno del ritorno nella residenza familiare se egli ne era lontano. In ogni caso, se egli prova di non aver avuto notizia della nascita in detti giorni, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto notizia.

Nei casi previsti dal primo e dal secondo comma l'azione non può essere, comunque, proposta oltre cinque anni dal giorno della nascita. (223) L'azione di disconoscimento della paternità può essere proposta dal figlio che ha raggiunto la maggiore età. L'azione è imprescrittibile riguardo al figlio. (3)(3)

L'azione può essere altresì promossa da un curatore speciale nominato dal giudice, assunte sommarie informazioni, su istanza del figlio minore che ha compiuto i quattordici anni ovvero del pubblico ministero o dell'altro genitore, quando si tratti di figlio di età inferiore. (1) (2)(1) (2)

Note

  1. (1)Comma 5(61) AGGIORNAMENTOLa Corte Costituzionale, con sentenza 2 - 6 maggio 1985, n. 134 (in G.U. 1a s.s. 15/5/1985, n. 113) ha dichiarato l'illegittimità costituzionale "dell' art. 244, secondo comma, del codice civile, nella parte in cui non dispone, per il caso previsto dal n. 3 dell'art. 235 dello stesso codice, che il termine dell'azione di disconoscimento decorra dal giorno in cui il marito sia venuto a conoscenza dell'adulterio della moglie".
  2. (2)Comma 5(118) AGGIORNAMENTOLa Corte Costituzionale, con sentenza 10-14 maggio 1999, n. 170 (in G.U. 1a s.s. 19/5/1999, n. 20) ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell' art. 244, secondo comma, del codice civile, nella parte in cui non prevede che il termine per la proposizione dell'azione di disconoscimento della paternità, nell'ipotesi di impotenza solo di generare, contemplata dal numero 2) dell'art. 235 dello stesso codice, decorra per il marito dal giorno in cui esso sia venuto a conoscenza della propria impotenza di generare" e "in applicazione dell' art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, l'illegittimità costituzionale dell' art. 244, primo comma, del codice civile, nella parte in cui non prevede che il termine per la proposizione dell'azione di disconoscimento della paternità, nell'ipotesi di impotenza solo di generare di cui al numero 2) dell'art. 235 dello stesso codice, decorra per la moglie dal giorno in cui essa sia venuta a conoscenza dell'impotenza di generare del marito".
  3. (3)Comma 4(223) AGGIORNAMENTO — comma 4Il D.Lgs. 28 dicembre 2013, n. 154 ha disposto (con l'art. 104, comma 9) che "Fermi gli effetti del giudicato formatosi prima dell'entrata in vigore della legge 10 dicembre 2012, n. 219, i termini per proporre l'azione di disconoscimento di paternità, previsti dal quarto comma dell'articolo 244 del codice civile, decorrono dal giorno dell'entrata in vigore del presente decreto legislativo".

Note tratte dalla fonte ufficiale Normattiva.

Testo consultivo. Verificare sempre la versione vigente sulla fonte ufficiale.

Verificato il 14/09/2026

Fonte ufficiale Normattiva

Evoluzione normativa

Versioni e vicende della disposizione ricostruite su fonti ufficiali.

Testo vigente

Termini dell'azione di disconoscimento L'azione di disconoscimento della paternità da parte della madre deve essere proposta nel termine di sei mesi dalla nascita del figlio ovvero dal giorno in cui è venuta a conoscenza dell'impotenza di generare del marito al tempo del concepimento. Il marito può disconoscere il figlio nel termine di un anno che decorre dal giorno della nascita quando egli si trovava al tempo di questa nel luogo in cui è nato il figlio; se prova di aver ignorato la propria impotenza di generare ovvero l'adulterio della moglie al tempo del concepimento, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto conoscenza. Se il marito non si trovava nel luogo in cui è nato il figlio il giorno della nascita il termine, di cui al secondo comma, decorre dal giorno del suo ritorno o dal giorno del ritorno nella residenza familiare se egli ne era lontano. In ogni caso, se egli prova di non aver avuto notizia della nascita in detti giorni, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto notizia. Nei casi previsti dal primo e dal secondo comma l'azione non può essere, comunque, proposta oltre cinque anni dal giorno della nascita. (223) L'azione di disconoscimento della paternità può essere proposta dal figlio che ha raggiunto la maggiore età. L'azione è imprescrittibile riguardo al figlio. (3) L'azione può essere altresì promossa da un curatore speciale nominato dal giudice, assunte sommarie informazioni, su istanza del figlio minore che ha compiuto i quattordici anni ovvero del pubblico ministero o dell'altro genitore, quando si tratti di figlio di età inferiore. (1) (2)

Testo vigente verificato sulla fonte ufficiale; le eventuali versioni previgenti ulteriori vanno ricostruite solo dalla specifica vigenza Normattiva.

Fonte ufficiale

Commento

Termini dell’azione di disconoscimento della paternità

L’art. 244 disciplina i termini per l’azione di disconoscimento e distingue la posizione della madre, del presunto padre e del figlio. Per il figlio l’azione è imprescrittibile; per gli altri legittimati sono previsti termini di decadenza, collegati alla nascita o alla conoscenza di fatti rilevanti come adulterio o impotenza di generare. La disciplina attuale recepisce anche gli interventi della Corte costituzionale che hanno imposto di far decorrere i termini dal momento dell’effettiva conoscenza di circostanze decisive. Il sistema bilancia verità biologica, stabilità dello status e tutela dell’identità personale del figlio.

Ratio

La ratio è evitare che termini rigidi impediscano l’azione prima che il soggetto abbia potuto conoscere i fatti che la fondano, preservando al contempo certezza dello status.

Questioni interpretative

Le questioni principali riguardano decorrenza dei termini, prova della conoscenza e imprescrittibilità dell’azione del figlio.

Disposizioni collegate

Costituzione artt. 2, 3 e 30; codice civile artt. 231, 245, 246 e 247.

Giurisprudenza

Corte costituzionale — Sentenza n. 170/1999del 14/05/1999Decisione chiave

Il termine per il disconoscimento decorre, in caso di impotenza di generare, dalla conoscenza di tale condizione da parte del marito e, per la moglie, dalla conoscenza dell’impotenza del marito.

Pronuncia che ha corretto la disciplina della decorrenza dei termini per entrambi i coniugi.

Tutela dell’effettività dell’azione di stato.

Corte costituzionale
Corte costituzionale — Sentenza n. 134/1985del 06/05/1985Decisione chiave

Il termine per il disconoscimento deve decorrere dalla conoscenza dell’adulterio della moglie nell’ipotesi prevista dal previgente art. 235 n. 3 c.c.

Pronuncia additiva sulla decorrenza effettiva del termine per il marito.

Tutela dell’effettività dell’azione di stato.

Corte costituzionale

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