Introduzione
L’ordinanza n. 28576/2025 della Corte di Cassazione riguarda direttamente la liquidazione controllata disciplinata dal Codice della crisi. Il tema centrale è il valore della relazione dell’Organismo di Composizione della Crisi e il potere del giudice di verificarne completezza e attendibilità.
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Il principio affermato dalla Corte
La completezza e attendibilità della relazione OCC sulla documentazione depositata e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del debitore costituiscono un presupposto per l’ammissione alla liquidazione controllata. Il controllo del giudice, ai sensi dell’art. 270 CCII, non è limitato alla semplice presenza formale della relazione prevista dall’art. 269 CCII.
Il giudice non compie un controllo solo formale
La relazione dell’OCC non vincola il tribunale. Il giudice deve poter verificare se il quadro rappresentato sia effettivamente completo e attendibile e se consenta di ricostruire con sufficiente precisione la posizione patrimoniale del debitore.
Gli atti dispositivi precedenti
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Dalla decisione emerge l’importanza attribuita anche alla ricostruzione di precedenti atti dispositivi immobiliari. L’esistenza di trasferimenti patrimoniali antecedenti alla domanda deve essere rappresentata in modo trasparente, così da consentire al giudice e all’OCC di valutarne la rilevanza nella procedura.
Completezza documentale e meritevolezza non sono la stessa cosa
È importante non confondere i due piani. La pronuncia non trasforma la meritevolezza in un requisito generale di accesso alla liquidazione controllata. Il punto è diverso: il debitore deve fornire un quadro completo e attendibile della propria situazione e il giudice deve verificare che tale presupposto sia realmente soddisfatto.
Perché la relazione OCC è così importante
L’OCC svolge una funzione essenziale di verifica e ricostruzione. Una relazione incompleta può impedire al tribunale di conoscere la reale consistenza del patrimonio, i rapporti con i creditori e gli atti compiuti prima della domanda.
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