Introduzione
L’assenza di beni immediatamente liquidabili non esclude sempre l’accesso alla liquidazione controllata. Possono assumere rilievo anche redditi futuri, azioni giudiziarie e la prosecuzione dell’attività lavorativa.
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Sul tema può essere utile anche Sovraindebitamento: gli strumenti per uscirne, già presente nella Biblioteca giuridica dello Studio.
Il caso esaminato
La Corte d’Appello di Napoli ha esaminato il reclamo di un piccolo imprenditore al quale il Tribunale aveva negato l’apertura della liquidazione controllata. Il debitore aveva prospettato la prosecuzione della propria attività di mediazione immobiliare per generare risorse destinate ai creditori.
Il principio affermato dal giudice
La Corte ha affermato che la liquidazione controllata può essere aperta anche in assenza di beni presenti, purché l’OCC attesti la possibilità di acquisire attivo da distribuire, anche attraverso azioni giudiziarie o la prosecuzione dell’attività lavorativa. Il debitore non può però subordinare il proprio consenso alla garanzia di poter continuare l’attività, decisione rimessa agli organi della procedura.
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Cosa significa nella pratica
Per accedere alla procedura è importante predisporre una relazione OCC concreta sulle possibili fonti di attivo e sulle prospettive reddituali, evitando piani basati su risorse meramente ipotetiche.
Approfondimenti correlati
Fonte giurisprudenziale: Corte d’Appello di Napoli – Sentenza n. 41/2026 del 20 aprile 2026 – Diritto Pratico: https://apps.dirittopratico.it/sentenza/cda/napoli/2026/41.html
*Nota editoriale: questo articolo è una rielaborazione informativa della pronuncia indicata e utilizza esclusivamente elementi verificati nella fonte consultata.*
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