Art. 263 c.c.

Libro Primo — Delle persone e della famigliaTitolo VII — Dello stato di figlio

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Dispositivo — testo vigente

Impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicità

Il riconoscimento può essere impugnato per difetto di veridicità dall'autore del riconoscimento, da colui che è stato riconosciuto e da chiunque vi abbia interesse.

L'azione è imprescrittibile riguardo al figlio.

L'azione di impugnazione da parte dell'autore del riconoscimento deve essere proposta nel termine di un anno che decorre dal giorno dell'annotazione del riconoscimento sull'atto di nascita. Se l'autore del riconoscimento prova di aver ignorato la propria impotenza al tempo del concepimento, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto conoscenza; nello stesso termine, la madre che abbia effettuato il riconoscimento è ammessa a provare di aver ignorato l'impotenza del presunto padre. L'azione non può essere comunque proposta oltre cinque anni dall'annotazione del riconoscimento. (2)(2)

L'azione di impugnazione da parte degli altri legittimati deve essere proposta nel termine di cinque anni che decorrono dal giorno dall'annotazione del riconoscimento sull'atto di nascita. Si applica l'articolo 245. (1)(1)

Note

  1. (1)Comma 5(223) AGGIORNAMENTO — comma 5Il D.Lgs. 28 dicembre 2013, n. 154, ha disposto (con l'art. 104, comma 10) che " Fermi gli effetti del giudicato formatosi prima dell'entrata in vigore della legge 10 dicembre 2012, n. 219, nel caso di riconoscimento di figlio annotato sull'atto di nascita prima dell'entrata in vigore del presente decreto legislativo, i termini per proporre l'azione di impugnazione, previsti dall' articolo 263 e dai commi secondo, terzo e quarto dell' articolo 267 del codice civile, decorrono dal giorno dell'entrata in vigore del medesimo decreto legislativo".
  2. (2)Comma 4(310) AGGIORNAMENTO — comma 4La Corte Costituzionale, con sentenza 12 maggio - 25 giugno 2021, n. 133 (in G.U. 1ª s.s. 30/06/2021, n. 26) ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell' art. 263, terzo comma, codice civile, come modificato dall' art. 28, comma 1, del decreto legislativo 28 dicembre 2013, n. 154 (Revisione delle disposizioni vigenti in materia di filiazione, a norma dell' articolo 2 della legge 10 dicembre 2012, n. 219 ), nella parte in cui non prevede che, per l'autore del riconoscimento, il termine annuale per proporre l'azione di impugnazione decorra dal giorno in cui ha avuto conoscenza della non paternità".

Note tratte dalla fonte ufficiale Normattiva.

Testo consultivo. Verificare sempre la versione vigente sulla fonte ufficiale.

Verificato il 14/09/2026

Fonte ufficiale Normattiva

Evoluzione normativa

Versioni e vicende della disposizione ricostruite su fonti ufficiali.

Testo vigente

Impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicità Il riconoscimento può essere impugnato per difetto di veridicità dall'autore del riconoscimento, da colui che è stato riconosciuto e da chiunque vi abbia interesse. L'azione è imprescrittibile riguardo al figlio. L'azione di impugnazione da parte dell'autore del riconoscimento deve essere proposta nel termine di un anno che decorre dal giorno dell'annotazione del riconoscimento sull'atto di nascita. Se l'autore del riconoscimento prova di aver ignorato la propria impotenza al tempo del concepimento, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto conoscenza; nello stesso termine, la madre che abbia effettuato il riconoscimento è ammessa a provare di aver ignorato l'impotenza del presunto padre. L'azione non può essere comunque proposta oltre cinque anni dall'annotazione del riconoscimento. (2) L'azione di impugnazione da parte degli altri legittimati deve essere proposta nel termine di cinque anni che decorrono dal giorno dall'annotazione del riconoscimento sull'atto di nascita. Si applica l'articolo 245. (1)

Testo vigente verificato sulla fonte ufficiale; eventuali versioni previgenti ulteriori vanno ricostruite solo dalla specifica vigenza Normattiva.

Fonte ufficiale

Commento

Impugnazione del riconoscimento per difetto di veridicità

L’art. 263 consente di impugnare il riconoscimento quando non corrisponda alla verità biologica. L’azione è imprescrittibile per il figlio, mentre per l’autore del riconoscimento e per gli altri legittimati sono previsti termini di decadenza. La Corte costituzionale n. 133/2021 ha dichiarato illegittima la disciplina nella parte in cui non prevedeva, per l’autore del riconoscimento, la decorrenza del termine annuale dal giorno della conoscenza della non paternità. La norma bilancia quindi verità dello status, stabilità dei rapporti familiari e diritto di azione effettivo.

Ratio

La ratio è permettere la rimozione di un riconoscimento non veritiero evitando, però, che lo status resti indefinitamente instabile per i soggetti diversi dal figlio.

Questioni interpretative

Le questioni principali riguardano decorrenza dei termini, prova della non veridicità e interesse del figlio.

Disposizioni collegate

Codice civile artt. 245, 264 e 267.

Giurisprudenza

Corte costituzionale — Sentenza n. 133/2021del 25/06/2021Decisione chiave

Per l’autore del riconoscimento il termine annuale deve decorrere dal giorno in cui ha avuto conoscenza della non paternità.

Pronuncia additiva sulla decorrenza effettiva del termine di impugnazione.

Effettività dell’azione sullo status.

Corte costituzionale

Norme collegate

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