Introduzione
L’ordinanza n. 22797 del 27 luglio 2023 affronta un problema molto concreto nella composizione della crisi da sovraindebitamento: come deve essere considerato il creditore ipotecario quando il piano ne prevede il pagamento in un arco temporale molto lungo.
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Nel caso esaminato la proposta prevedeva una dilazione trentennale del pagamento del creditore ipotecario, con applicazione degli interessi al tasso legale anziché convenzionale. La questione centrale era stabilire se una simile dilazione incidesse sulla nozione di soddisfazione integrale e, quindi, sul diritto di voto.
Il principio di diritto
La Cassazione ha chiarito che nella nozione di soddisfazione non integrale dei creditori privilegiati rientra anche l’ipotesi del pagamento dilazionato. Il differimento può infatti produrre una perdita economica anche quando il capitale nominale viene pagato.
Di conseguenza, il creditore privilegiato ha diritto di voto in misura parametrata alla perdita economica riconducibile al ritardo nel pagamento.
Il caso della dilazione trentennale
Nel caso concreto, il creditore ipotecario era stato ammesso al voto soltanto per la parte del credito oggetto di stralcio. Non era stata considerata l’incidenza economica della dilazione trentennale né quella del regime degli interessi previsto dalla proposta.
La Cassazione ha ritenuto che il sacrificio derivante dal tempo del pagamento dovesse essere considerato ai fini della corretta determinazione del voto.
Perché il tempo del pagamento ha un valore economico
Un credito pagato oggi e lo stesso credito pagato dopo molti anni non hanno necessariamente lo stesso valore economico. Nelle procedure di sovraindebitamento, questa differenza non può essere ignorata quando si calcolano i diritti dei creditori e le maggioranze.
La pronuncia non afferma che ogni dilazione renda automaticamente inammissibile il piano. Afferma invece che il sacrificio economico provocato dal ritardo deve essere correttamente rappresentato e considerato.
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Il rapporto con il creditore ipotecario
La posizione del creditore ipotecario è particolarmente delicata perché il credito è assistito da una garanzia reale. Quando il piano modifica in modo significativo i tempi di soddisfazione, occorre valutare non soltanto la percentuale nominale di pagamento ma anche l’effetto finanziario del differimento.
La ricorribilità in Cassazione
La pronuncia affronta anche il profilo processuale. La Corte ha ritenuto ammissibile il ricorso per cassazione contro il provvedimento del tribunale, in composizione collegiale, che aveva accolto il reclamo contro l’omologazione dell’accordo.
Il motivo è che un provvedimento di questo tipo ha carattere decisorio e definitivo: incide sui diritti soggettivi e regola in modo incontrovertibile la situazione di sovraindebitamento oggetto del procedimento.
L’esito del ricorso
La Cassazione ha rigettato il ricorso. Il punto decisivo resta la necessità di includere, nella valutazione della soddisfazione del creditore privilegiato, anche il sacrificio economico derivante dalla lunga dilazione.
Che cosa insegna la sentenza nella costruzione del piano
La proposta deve indicare con precisione tempi, percentuali e trattamento economico dei creditori garantiti. Quando il pagamento viene dilazionato, occorre valutare l’impatto del ritardo sulla posizione del creditore e sul voto.
Il piano non può quindi limitarsi a indicare che il credito verrà pagato integralmente in termini nominali se, sul piano economico, il creditore subisce un sacrificio rilevante.
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