Introduzione
Nelle cause per cadute, buche, pavimenti irregolari o altre situazioni collegate a una cosa in custodia, il punto centrale non è soltanto stabilire chi controllasse il luogo. Occorre ricostruire il nesso tra la cosa e il danno e valutare il comportamento della persona danneggiata. Il Tribunale di Napoli, con la sentenza n. 5690/2026 dell’8 aprile 2026, richiama proprio questi principi.
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La responsabilità del custode
L’art. 2051 c.c. configura una responsabilità fondata sul rapporto di custodia e sul nesso causale tra la cosa e l’evento. Il danneggiato deve quindi dimostrare che il danno sia stato prodotto dalla cosa. Non è invece necessario provare una specifica colpa del custode.
La prova del caso fortuito
Una volta provato il nesso causale, il custode può liberarsi dimostrando il caso fortuito. Questo fattore può essere rappresentato anche dalla condotta della vittima, quando essa abbia avuto un’efficienza causale tale da incidere in modo decisivo sulla produzione dell’evento.
Il concorso colposo del danneggiato
La condotta della persona lesa non opera soltanto in termini di tutto o niente. Può anche concorrere con la situazione della cosa e determinare una riduzione del risarcimento ai sensi dell’art. 1227, comma 1, c.c. La valutazione dipende dal peso causale concreto delle diverse condotte.
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La prevedibilità del pericolo
La decisione richiama il dovere generale di ragionevole cautela. Quanto più una situazione di possibile pericolo è visibile, prevedibile e superabile usando le normali cautele, tanto maggiore può essere l’incidenza del comportamento imprudente della persona danneggiata. In casi estremi, la condotta può diventare l’unica causa rilevante dell’evento.
Perché le fotografie sono importanti
Nelle controversie da custodia è essenziale documentare lo stato dei luoghi il più vicino possibile al momento dell’incidente. Fotografie, video, verbali, testimonianze e indicazioni sulle condizioni di luce possono aiutare a stabilire se il pericolo fosse realmente presente e quanto fosse percepibile.
La ricostruzione della dinamica
Non basta dimostrare di essere caduti in un determinato luogo. Occorre spiegare come la cosa abbia concretamente determinato la caduta e collegare lesioni e danni all’evento. Anche il custode, dal canto suo, deve ricostruire gli elementi che possano integrare il caso fortuito o il concorso della vittima.
La stessa irregolarità può quindi produrre esiti diversi a seconda delle condizioni concrete: visibilità, illuminazione, conoscenza del luogo, comportamento tenuto e possibilità di evitare il pericolo. È per questo che le cause ex art. 2051 c.c. dipendono fortemente dalla qualità della prova raccolta subito dopo il fatto.
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