La rescissione per lesione
La sentenza n. 7248/2026 del Tribunale di Napoli, pubblicata il 5 maggio 2026 e disponibile su Diritto Pratico, affronta la rescissione del contratto per lesione. L’istituto tutela chi, trovandosi in stato di bisogno, abbia accettato una prestazione fortemente sproporzionata perché l’altra parte ha approfittato di quella situazione. La sproporzione deve superare la soglia prevista dalla legge, ma la decisione ricorda che la prova può essere costruita anche attraverso documenti attendibili e coerenti senza che sia sempre indispensabile una CTU.
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Stato di bisogno e vulnerabilità
Uno degli aspetti più interessanti è la nozione di stato di bisogno. Non coincide necessariamente con la totale indigenza economica. Possono assumere rilievo anche fragilità personali, difficoltà cognitive o condizioni di marcata vulnerabilità, purché abbiano inciso concretamente sulla libertà di autodeterminazione e sull’accettazione di condizioni svantaggiose. La valutazione resta però rigorosa: non ogni situazione di debolezza giustifica la rescissione.
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Come si prova la sproporzione
Per dimostrare una sproporzione rilevante possono essere utilizzati contratti comparabili, stime, documentazione fiscale, valori di mercato e altri elementi coerenti. La CTU è uno strumento possibile ma non sempre necessario se il materiale già disponibile permette una valutazione attendibile. È comunque essenziale collocare il valore delle prestazioni al momento della conclusione del contratto, non sulla base di sviluppi successivi.
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