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Approfondimento · 8 min · 25 settembre 2026

ASSICURAZIONE CONTRO I DANNI: CHI DEVE PROVARE L’ESCLUSIONE DEL RISCHIO. CORTE D’APPELLO DI BOLOGNA N. 36/2026

L’assicuratore deve dimostrare che il sinistro rientra tra i rischi esclusi e non può fondare il dolo dell’assicurato su mere indagini di parte.

ASSICURAZIONE CONTRO I DANNI: CHI DEVE PROVARE L’ESCLUSIONE DEL RISCHIO. CORTE D’APPELLO DI BOLOGNA N. 36/2026

L’onere della prova nel contratto di assicurazione

La sentenza n. 36/2026 della Corte d’Appello di Bologna affronta il riparto dell’onere della prova nelle assicurazioni contro i danni. Quando l’assicurato dimostra il verificarsi di un evento astrattamente compreso nella copertura, spetta all’assicuratore provare l’eventuale ricorrenza di una clausola di esclusione o di una circostanza che impedisca l’operatività della garanzia. Il principio evita che l’assicurato sia costretto a dimostrare un fatto negativo, cioè l’assenza di tutte le possibili esclusioni previste dalla polizza.

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L’assicuratore deve provare il rischio escluso

Le polizze contengono spesso esclusioni, limitazioni e condizioni di operatività. Quando la compagnia rifiuta il pagamento invocando una di queste clausole, deve dimostrare che il caso concreto rientra effettivamente nella fattispecie esclusa. Non basta richiamare in modo generico il testo della polizza. Occorre collegare la clausola ai fatti del sinistro e fornire elementi idonei a dimostrare che l’evento non è coperto. La corretta interpretazione del contratto assicurativo assume quindi un ruolo centrale.

Il dolo dell’assicurato richiede una prova seria

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La Corte esamina anche il tema del dolo dell’assicurato. Un’accusa di comportamento fraudolento non può essere fondata soltanto su attività investigative o peritali di parte prive di riscontri oggettivi. Né possono bastare testimonianze indirette che riferiscano fatti appresi da terzi. Il dolo, quando viene invocato per negare l’indennizzo, deve essere dimostrato con elementi concreti e coerenti. La gravità della conseguenza — la perdita della copertura — richiede un accertamento rigoroso.

Valore assicurato e prezzo di acquisto

Un altro passaggio interessante riguarda la differenza tra prezzo di acquisto del bene e somma assicurata. Il fatto che un bene sia stato acquistato a un prezzo inferiore rispetto al valore dichiarato in polizza non dimostra automaticamente il dolo. Il valore assicurativo può dipendere da criteri diversi dal costo storico di acquisto, come il valore di sostituzione o il valore risultante da una perizia. Anche in questo caso è necessario analizzare il contratto e la documentazione tecnica.

La perizia contrattuale e i suoi limiti

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La sentenza richiama inoltre il tema della perizia contrattuale. Se le parti hanno affidato a periti la determinazione del danno, l’esito dell’accertamento non può essere messo in discussione per qualsiasi divergenza interpretativa. L’annullamento richiede vizi giuridicamente rilevanti, non una semplice diversa valutazione della clausola o del metodo di calcolo. È quindi importante distinguere tra errore tecnico, errore essenziale ed errata interpretazione del contratto.

Documenti da conservare dopo un sinistro

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Chi subisce un danno deve raccogliere immediatamente polizza, condizioni generali e particolari, fotografie, denunce, preventivi, fatture, perizie, comunicazioni con la compagnia e ogni documento utile a ricostruire l’evento. Se vi sono beni danneggiati o distrutti, è utile documentarne provenienza, caratteristiche e valore. Una ricostruzione tempestiva riduce il rischio che, a distanza di mesi, diventi difficile dimostrare natura e consistenza del danno.

Quando contestare il diniego dell’assicurazione

Un diniego non deve essere accettato automaticamente. È necessario verificare quale clausola venga invocata, se sia effettivamente applicabile e se la compagnia disponga di prove sufficienti. In alcuni casi il contrasto nasce da una diversa interpretazione della polizza; in altri, da un problema probatorio. Una diffida ben motivata e corredata dalla documentazione può consentire una soluzione prima del giudizio oppure delimitare con precisione i punti realmente controversi.

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Rilevanza pratica per privati e imprese

Il principio interessa privati, professionisti e imprese di Spinea, Venezia e del Veneto che utilizzano coperture contro incendio, furto, danni a immobili, attrezzature, merci o altri rischi patrimoniali. In presenza di un diniego è essenziale leggere integralmente la polizza e ricostruire il sinistro con criteri probatori, evitando di affidarsi soltanto alle comunicazioni sintetiche della compagnia.

Conclusione

La Corte d’Appello di Bologna ribadisce che l’assicuratore che invoca un’esclusione deve provarne i presupposti e che il dolo dell’assicurato non può essere desunto da elementi deboli o meramente unilaterali. In una controversia assicurativa, la qualità della documentazione e la corretta lettura della polizza sono decisive.

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