Il principio sull’assegno divorzile
La sentenza n. 1007/2026 della Corte d’Appello di Bologna affronta la funzione dell’assegno divorzile e ribadisce che la valutazione non può fermarsi al semplice confronto aritmetico tra i redditi degli ex coniugi. Occorre considerare il contributo dato alla vita familiare, alla formazione del patrimonio comune e personale dell’altro coniuge, la durata del matrimonio, l’età dell’avente diritto e le eventuali opportunità professionali sacrificate per le esigenze della famiglia.
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La funzione non è soltanto assistenziale
L’assegno può svolgere una funzione assistenziale quando uno degli ex coniugi non dispone di mezzi adeguati, ma può assumere anche una funzione perequativo-compensativa. Quest’ultima mira a riconoscere il contributo fornito dall’ex coniuge economicamente più debole alla costruzione del progetto familiare e alla crescita patrimoniale dell’altro. Non si tratta di garantire automaticamente il precedente tenore di vita, ma di verificare se l’attuale disparità economica sia collegata alle scelte condivise durante il matrimonio.
Il sacrificio professionale deve essere concreto
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Per ottenere un riconoscimento con funzione compensativa non basta affermare di aver rinunciato alla carriera. Occorre ricostruire quali scelte siano state effettivamente compiute: interruzioni dell’attività lavorativa, rinuncia a occasioni professionali, riduzione dell’orario, trasferimenti per seguire il coniuge, prevalente cura dei figli o gestione della casa. Più la ricostruzione è concreta e documentata, più il giudice può valutare il nesso tra scelte familiari e attuale squilibrio economico.
Il contributo alla formazione del patrimonio
Il contributo familiare non coincide soltanto con il versamento diretto di denaro. Anche il lavoro domestico, la cura dei figli e l’organizzazione della vita familiare possono aver consentito all’altro coniuge di dedicarsi maggiormente all’attività professionale o imprenditoriale. Questo contributo può essere rilevante nella valutazione compensativa, soprattutto nei matrimoni di lunga durata in cui i ruoli sono rimasti stabili per molti anni.
Durata del matrimonio ed età dell’ex coniuge
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