Introduzione
La differenza di reddito tra ex coniugi non è sufficiente, da sola, per ottenere un assegno divorzile con funzione compensativa. Il giudice deve capire se lo squilibrio economico sia anche il risultato di scelte compiute durante il matrimonio, come la rinuncia o il rallentamento di una carriera per dedicarsi alla famiglia.
Spazio pubblicitario
Sul tema può essere utile anche Calcolo indicativo del mantenimento, già presente nella Biblioteca giuridica dello Studio.
Il caso esaminato
Il Tribunale di Roma ha esaminato una domanda di assegno divorzile fondata anche sulla funzione perequativo-compensativa.
Nel commentare una decisione giudiziaria è essenziale distinguere sempre i fatti specifici della controversia dal principio giuridico che può avere un rilievo più generale. Per questo articolo vengono utilizzati esclusivamente gli elementi verificabili nella pronuncia indicata.
Il principio affermato dal giudice
Spazio pubblicitario
L’assegno non può essere riconosciuto in funzione compensativa soltanto perché esiste una differenza di reddito. Occorre dimostrare che il richiedente abbia sacrificato concrete occasioni professionali o lavorative per contribuire alla vita familiare e alla cura dei figli.
Il punto centrale della decisione è dunque il criterio utilizzato dal giudice per risolvere la controversia. Quel criterio deve essere letto insieme alle circostanze concrete e alle prove disponibili nel singolo procedimento.
Cosa significa nella pratica
Nel giudizio assumono quindi rilievo la storia professionale dei coniugi, le scelte condivise durante il matrimonio e gli elementi che dimostrino un effettivo nesso tra sacrificio personale e squilibrio economico successivo.
Questo non significa che ogni vicenda apparentemente simile avrà automaticamente lo stesso esito. In giudizio possono essere decisivi la documentazione prodotta, la formulazione delle domande, le eccezioni delle parti, i termini rispettati o meno e la qualità delle prove raccolte.
Spazio pubblicitario












