Introduzione
Quando si contesta un errore professionale dell’avvocato, non basta dimostrare che un’attività sia stata omessa o svolta male. Occorre verificare se, con una condotta corretta, il cliente avrebbe avuto probabilmente un risultato migliore.
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Il caso esaminato
La Cassazione ha esaminato una controversia in materia di responsabilità professionale dell’avvocato, concentrandosi sul nesso causale tra l’attività omessa e il danno lamentato dal cliente.
Il principio affermato dal giudice
La Corte ha ribadito che il nesso causale deve essere valutato applicando il criterio del più probabile che non, attraverso un giudizio prognostico sull’esito che avrebbe potuto avere l’attività professionale omessa.
Cosa significa nella pratica
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Chi chiede il risarcimento deve quindi ricostruire non solo l’errore professionale, ma anche la concreta probabilità che una condotta diligente avrebbe prodotto un esito favorevole.
Approfondimenti correlati
Fonte giurisprudenziale: Corte di Cassazione – Ordinanza n. 7330/2026 del 26 marzo 2026 – Diritto Pratico: https://apps.dirittopratico.it/sentenza/cassazione/roma/2026/7330.html
*Nota editoriale: questo articolo è una rielaborazione informativa della pronuncia indicata e utilizza esclusivamente elementi verificati nella fonte consultata.*
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