Introduzione
Se il mediatore ha svolto male una parte dell’incarico, il cliente può semplicemente chiedere di ridurre la provvigione? La sentenza n. 2694/2026 del Tribunale di Torino del 1° maggio 2026 chiarisce che l’ordinamento non prevede una generale azione di riduzione del compenso per inesatto adempimento della mediazione.
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Quando nasce il diritto alla provvigione
Il diritto del mediatore sorge quando l’affare viene concluso per effetto del suo intervento. Non è necessario che la sua attività costituisca l’unica causa della conclusione: è sufficiente che abbia rappresentato un antecedente causalmente rilevante nella messa in relazione delle parti.
Inadempimento e rimedi
Se il mediatore viola i propri obblighi, il cliente può valutare i rimedi generali dell’inadempimento, come il risarcimento del danno o, quando ne ricorrono i presupposti, la risoluzione. Non esiste invece una regola generale che consenta al giudice di diminuire liberamente la provvigione in proporzione alla qualità percepita della prestazione.
Il nesso tra attività e affare
Nelle controversie sulla provvigione occorre ricostruire come le parti siano entrate in contatto, quali trattative siano state avviate grazie al mediatore e quale accordo finale sia stato raggiunto. Il tempo trascorso o l’intervento successivo di altri soggetti non eliminano automaticamente il nesso causale.
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Cosa deve provare chi contesta il compenso
La contestazione deve individuare l’obbligo violato, il danno concreto e il collegamento tra inadempimento e pregiudizio. Una generica insoddisfazione non equivale alla prova di un danno risarcibile o di una causa di risoluzione.
Documenti da conservare
Incarico di mediazione, proposta, email, visite, nominativi dei potenziali acquirenti e cronologia delle trattative sono fondamentali. Questa documentazione consente di stabilire se l’affare sia stato effettivamente concluso grazie alla messa in relazione operata dal mediatore.
Conclusioni
Provvigione e responsabilità del mediatore sono questioni collegate ma distinte. L’eventuale inadempimento va affrontato con i rimedi corretti e non comporta automaticamente una riduzione proporzionale del compenso.
Fonte giurisprudenziale: Tribunale di Torino – Sentenza n. 2694/2026 del 1° maggio 2026 – Diritto Pratico: https://apps.dirittopratico.it/sentenza/tribunale/torino/2026/2694.html
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