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Approfondimento · 6 min · 18 agosto 2026

Licenziamento e repêchage: il datore deve valutare anche possibili mansioni inferiori

La riorganizzazione può giustificare il recesso, ma la possibilità di ricollocare il dipendente deve essere realmente verificata.

La Corte d’Appello di Milano chiarisce i presupposti del licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

Licenziamento e repêchage: il datore deve valutare anche possibili mansioni inferiori

Introduzione

La Corte d’Appello di Milano chiarisce i presupposti del licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

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Il caso esaminato

La controversia riguardava un licenziamento motivato da una scelta organizzativa e dalla soppressione della posizione lavorativa.

Il principio affermato dal giudice

La Corte d’Appello ha ricordato che il licenziamento per giustificato motivo oggettivo può dipendere anche da riorganizzazioni orientate a efficienza o risparmio, senza necessità di una crisi aziendale. Occorrono però l’effettiva soppressione del posto, una scelta organizzativa reale e non simulata e l’impossibilità di reimpiego. Prima del recesso il datore deve considerare anche soluzioni alternative che comportino mansioni inferiori, prospettandole al lavoratore quando concretamente disponibili.

La decisione

Il controllo giudiziale non riguarda l’opportunità della scelta imprenditoriale, ma la sua effettività e il corretto assolvimento dell’obbligo di repêchage.

Cosa significa nella pratica

In una contestazione sono centrali organigrammi, posizioni disponibili, assunzioni, trasferimenti interni e professionalità richieste. La prova deve descrivere ciò che era concretamente possibile al momento del licenziamento.

Perché la documentazione è decisiva

La decisione conferma l’importanza di ricostruire il caso attraverso documenti e fatti verificabili. Prima di applicare un principio giurisprudenziale a una situazione diversa occorre confrontare con attenzione circostanze, domande, eccezioni e prove disponibili.

Quando rivolgersi a un avvocato

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Se una situazione presenta elementi analoghi a quelli affrontati nella pronuncia, è opportuno verificare il caso concreto senza affidarsi a conclusioni automatiche. La giurisprudenza è un riferimento importante, ma l’esito dipende sempre dai fatti e dalle prove del singolo procedimento.

Conclusioni

La pronuncia offre un criterio utile per orientarsi nella materia, ma deve essere letta nel proprio contesto. Una valutazione preventiva della documentazione consente di capire se e in quale misura il principio possa essere pertinente al caso concreto.

Hai un caso simile? Lo Studio Legale Busetto può esaminare la documentazione e valutare la situazione concreta.

Fonte giurisprudenziale: Corte d’Appello di Milano – Sentenza n. 200/2026 del 23 febbraio 2026 – Diritto Pratico: https://apps.dirittopratico.it/sentenza/cda/milano/2026/200.html

*Nota editoriale: questo articolo è una rielaborazione informativa della pronuncia indicata e utilizza esclusivamente gli elementi verificati nella fonte consultata. Non vengono attribuiti al provvedimento fatti, importi o affermazioni non verificati.*

Il repêchage riguarda possibilità concrete, non posti astratti

Nel licenziamento per giustificato motivo oggettivo il giudice non sostituisce la propria valutazione alle scelte organizzative dell’impresa, ma verifica che la riorganizzazione sia effettiva e che il posto sia realmente soppresso. A questo controllo si aggiunge l’obbligo di verificare se il lavoratore potesse essere utilmente ricollocato. La pronuncia ricorda che la ricerca non deve fermarsi automaticamente alle mansioni equivalenti: quando esistano posizioni inferiori concretamente disponibili, esse possono dover essere considerate e prospettate al dipendente prima del recesso.

Quali elementi diventano decisivi in giudizio

Organigrammi, posizioni vacanti, assunzioni effettuate nello stesso periodo, trasferimenti interni e descrizione delle competenze richieste consentono di verificare se vi fossero alternative praticabili. Il confronto deve essere fatto con riferimento al momento del licenziamento, non costruito a posteriori su opportunità sorte molto tempo dopo. Per il datore è quindi importante documentare la verifica compiuta; per il lavoratore, eventuali elementi su posti disponibili o nuove assunzioni possono essere utili per contestare l’effettività del repêchage.

La possibilità di mansioni inferiori non significa che qualsiasi posto debba essere imposto al lavoratore o creato artificialmente. La questione riguarda posizioni esistenti e compatibili con l’organizzazione, rispetto alle quali può essere necessario coinvolgere il dipendente nella scelta. La decisione invita quindi a distinguere l’insindacabilità della scelta imprenditoriale dalla verifica giudiziale dei fatti che la rendono idonea a giustificare il recesso.

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