Non basta dimostrare di essere caduti
Nelle cause per danni da cosa in custodia il danneggiato deve provare il nesso causale tra la cosa e l’evento. Per questo una ricostruzione troppo generica della caduta può impedire al giudice di verificare quale caratteristica del luogo abbia effettivamente provocato il danno.
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Il caso esaminato dal Tribunale di Napoli
Con sentenza n. 2451/2026 del 16 febbraio 2026 il Tribunale di Napoli ha esaminato una caduta avvenuta nell’ingresso di un edificio condominiale. La descrizione proposta dall’attrice è stata ritenuta non sufficientemente precisa sotto diversi profili relativi al punto esatto, alla dinamica e alle condizioni concrete del percorso.
Perché i dettagli fattuali contano
Luogo esatto, condizioni della pavimentazione, presenza di polvere o terriccio, visibilità, calzature e possibilità di utilizzare percorsi alternativi possono incidere sulla ricostruzione causale. Non sono dettagli secondari, perché aiutano a capire se la cosa abbia avuto un ruolo effettivo nella caduta.
La condotta del danneggiato
Anche quando il luogo presenta una condizione di rischio, il comportamento della persona può concorrere alla produzione del danno o, nei casi estremi, interrompere il nesso causale. La valutazione è sempre concreta e dipende dalla prevedibilità e percepibilità della situazione.
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Come documentare subito l’incidente
Fotografie scattate immediatamente, nominativi dei testimoni, eventuali lavori in corso, segnalazioni all’amministratore e documentazione sanitaria sono fondamentali. A distanza di tempo il pavimento può essere pulito o modificato e la prova può diventare molto più difficile.
L’allegazione viene prima della CTU
Una consulenza tecnica non può supplire a una descrizione carente del fatto storico. Prima di chiedere accertamenti tecnici, la parte deve spiegare in modo preciso come si sarebbe verificata la caduta e quale elemento della cosa avrebbe causato l’evento.
Fonte giurisprudenziale: Tribunale di Napoli, Sentenza n. 2451/2026 del 16 febbraio 2026 – Diritto Pratico: https://apps.dirittopratico.it/sentenza/tribunale/napoli/2026/2451.html
Nota editoriale: il commento utilizza soltanto gli elementi verificati nella pronuncia.
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